“E’ intollerabile lasciare che i bambini crescano in questo clima di terrore nei confronti della sessualità e di disprezzo verso chi non si attiene alle assurde regole imposte dalle società. Per noi e per loro è necessario fare qualcosa di concreto e il “Boy Love Day” è l’occasione che permette a tutti di contribuire alla lotta per i diritti dei pedofili e dei bambini”.
No, quello che leggete sopra non è uno scherzo macabro e nemmeno un ERRORE di stampa. Ciò che leggete è la testimonianza di un ORRORE conclamato.
Un orrore reale che viene impunemente pubblicizzato senza che nessun garante, nessuna autority faccia nulla per impedirlo.
Quello che leggete sopra è il contenuto del “Manifesto dei pedofili”, diffuso su internet per la giornata dell’orgoglio pedofilo, proclamata da un sito danese.
Il prossimo 23 giugno si terrà una nuova giornata Mondiale dell'orgoglio Pedofilo, (boyloveday international) e questo è il sito della manifestazione: http://www.ibld.net/ibld.cgi.
Sono 8 anni che questa giornata esiste, che questo sito è on line, nell'indifferenza di tutto gli organismi internazionali, qualcuno ha addirittura richiesto l'intervento dell'ONU, ma tutto è rimasto così comè.
Non è un sito illegale, non contiene pornografia, anzi questi signori si impegnano a convincere i loro lettori di agire nel bene, di volersi differenziare dai criminali, da chi fa atti violenti, da chi costringe i bambini, i ragazzi, dicendo che loro li amano.
Interessante la galleria di immagini, dove anche babbo natale viene mostrato come pedofilo e interessante questa immagine http://www.ibld.net/ibld99dcc.jpg dove addirittura viene mostrato un prete amorevole con un ragazzo, si evince un desiderio di far apparire assolutamente normale o come perversione sessuale, un rapporto amoroso da tra un ragazzino e un adulto.
Come può un "manifesto dei pedofili" di diffondere liberamente contenuti del genere?
Come è possibile che si riesca addirittura ad indire la “Giornata Internazionale dell’orgoglio pedofilo” sotto gli occhi di tutti?
Come è possibile che neppure i santi uomini della chiesa facciano niente di concreto per cancellare questo abominio? La chiesa che con la sua falsa morale e il suo perbenismo è sempre attenta ad indignarsi e deplorare le più piccole divergenze ai dogmi del cattolicesimo, e che si dimostra prontissima ogni volta a proteggere la sua immagine e il suo prestigio! Non è forse abbastanza immorale tutto questo, non infanga abbastanza la dignità del "buon cattolico" e dell'essere umano?
Perchè le istituzioni non prendono una ferma posizione considerando reato anche la solo promozione on line di questo turpe mercato?
Quanti danni farà ancora l'indifferenza dei potenti e dei mass-media, che poi alla fine diventa anche la nostra di indifferenza?
Se volete impedire che questo orrore continui, mandate un messaggio con nome e cognome a italia@epolis.sm
L'alternativa a Prodi: per non dimenticare in mano a chi rischiamo di tornare.
12 marzo 2006
http://video.google.it/videoplay?docid=3874215935890483704
Meditate.
"Il prestigio dell'Italia e la pace nel mondo sono per la Casa delle libertà valori di riferimento irrinunciabili. Vengono prima di ogni tattica politica e di ogni interesse di parte. Per questo il nostro governo aveva deciso l'invio di un contingente in Afghanistan. Siamo persone serie e coerenti. Non permetteremo certo che i nostri soldati vengano abbandonati a se stessi". (Silvio Berlusconi, Ansa, 12 luglio 2006)
E stavolta queste persone "serie e coerenti" hanno toppato alla grande: con l'astensione sul voto di ieri da parte di Berlusconi, Fini e Bossi, è stato ancora una volta palesato il cinismo culturale e l'incoerenza di chi cerca di far politica solo attraverso calcoli, espedienti, voltafaccia e mezzucci vari. Ma stavolta la CdL ha compiuto un vero e proprio passo falso con la ritrattazione su un argomento tanto delicato come il decreto sulle truppe in Afghanistan. Una grave dimostrazione dello spudorato opportunismo che contraddistingue il lavoro politico e le decisioni di questi biechi individui. Ma a tutto c'è un limite.